Damnogoth, il Santuario Demalish
Il nome del Santuario del Culto, "Damnogoth", è un termine della lingua degli orchi e già ciò lascia presagire qual'è la sua storia.
Nella lingua Demalish la traduzione di tale parola è "Dam' Nu Oth".
La straordinaria somiglianza tra il Demalish e alcuni dialetti orcheschi trova la sua risposta nei tempi antichi. Durante l'Era dell'Ira, gli allora perseguitati Demalish ebbero contatti con i primi esseri intelligenti.
E specialmente ne ebbero con gli orchi, tra i quali l'influenza di Crom era del tutto inesistente.
I Demalish furono spesso venerati alla stregua di divinità nelle tribù orchesche e ciò permise loro di studiare con vivo interesse le nuove creature del loro padre, Crom.
Fu così che in pratica il Demalish divenne la lingua degli orchi.
Quando i Demalish sparirono, gli orchi, per natura più ingenui ed animaleschi dell'uomo, rimasero senza una guida e per questo peggiorarono nel corso dei millenni in quello che sono ora.
Ovviamente svilupparono una moltitudine di dialetti distorti che comunque conservano tutt'ora molto della sintassi Demalish.
In tempi recentissimi l'imprudente Incarnato della Mano del Fato fu catturato da una tribù di orchi.
Egli si avventurava in terre piuttosto selvaggie, lontane dalle città umane, per cercare il luogo adatto dove edificare un Santuario dove poter fondare il Culto.
Distratto da tale pensiero e spintosi in luoghi troppo remoti alla fine si trovò proprio nel mezzo di un gruppo di orchi inferociti. Non ci volle molto agli orchi per legare la loro preda ad un troncone e portarla nel loro villaggio situato all'interno di profonde grotte in cima ad un monte di pietra.
Durante il trasporto nè la Mano del Fato, nè gli orchi fiatarono e fu solo una volta giunti alle grotte che l'Incarnato, con stupore, scoprì che gli orchi cacciatori, facendo rapporto ai loro superiori, parlavano una lingua quasi identica al Demalish.
La Mano del Fato spesso dimentica alcuni dettagli storici in quanto ella perse la sua forma terrena all'inizio dell'Era dell'Ira. Fu il primo Demalish punito in quanto era il primogenito.
Così non avendo vissuto nell'ultima era dei Demalish a volte scorda quel che gli è stato successivamente narrato.
Lo stupore della Mano del Fato fu niente a confronto con quello degli orchi quando ella cominciò a parlare nella sua lingua.
Fu slegata immediatamente e portata di peso in una grotta dove odori acri e pungenti facevano pensare a riti arcani.
Al centro della grotta un'altare di pietra inciso inequivocabilmente con i caratteri falciformi degli scritti Demalish. Sopra l'altare un vecchio orco sciamano fissava interdetto l'Incarnato. Quando gli orchi che avevano condotto lì la Mano del Fato, avvicinandosi allo sciamano, spiegarono il perchè dell'insolita presenza egli rimase di sasso e avvicinatosi all'Incarnato disse "Nur Nohosh Damnush".
Anche se un po' storpiato era chiaro che "Nur Nohosh" stava per "Nar Nagash" (un "Salute Amico" piuttosto confidenziale, caratteristico della natura Demalish).
"Damnush" era una parola un po' strana, e solo dopo lunghe cerimonie finalmente fu spiegata alla Mano del Fato la storia dell'antica tribù "Sgurglebrug", alla quale quegli orchi appartenevano, e gli fu chiaro perchè veniva chiamato con una parola che mescolava "Demalish" con "Dam 'Nu" il quale significato è "dannato".
Gli Sgurglebrug si ritengono la più antica tribù orchesca esistente al mondo. E con gran probabilità questo è vero. Si sono tramandati per generazioni, attraverso la scrittura, insegnata loro dai Demalish, le tradizioni, la storia e soprattutto il loro culto, del quale sono fanatici ed orgogliosi.
Essi furono in stretto contatto con i Figli del Desiderio che amavano farsi chiamare, tra gli orchi che li veneravano, "I Dannati" per via della persecuzione di Crom ed anche per la loro morbosa inclinazione al male (ereditata dalla nefasta origine umana).
Gli Sgurglebrug così, per via della lungimiranza che li spinse a conservare la scrittura, possono vantarsi di essere l'unica tribù che attualmente mantiene funzionante il "Culto dei Dannati" nonostante che i Demalish siano assenti da tempi immemorabili.
Per la Mano del Fato questo incontro fu veramente un colpo di fortuna.
Dopo aver spiegato la differenza tra i Demalish in procinto di risorgere e i Figli di Loc l'entusiasmo degli orchi si affievolì un poco ma i festeggiamenti continuarono ugualmente.
L'Incarnato infatti raccontò del Culto che lui ed il Mistico Segreto stavano fondando tra gli umani ed assicurò che la ricerca de "I Dannati" e del loro padre, Loc, era tra i primari obbiettivi del Culto Demalish.
Fu così che la Mano del Fato ricevette un grande dono dagli Sgurglebrug.
Loro, unica tribù orchesca esperta nello scolpire la pietra, avrebbero edificato il nuovo Santuario del Culto, così che, aiutando i Demalish a risorgere, il ritorno dei loro dannati sarebbe stato più vicino.
Sulle montagne dove sgorga la sorgente del fiume Zrall'duhl, ora si erge, alta nei cieli delle terre selvaggie, la torre di pietra battezzata Damnogoth dagli orchi.
In pochi s'interrogano sul significato di "Dam 'Nu Oth" ed è meglio così.
La stoltezza ed ottusità dei più non accetterebbe mai che dietro al significato "Gloria dei Dannati" in realtà si cela una tradizione millenaria degna di rispetto solo per il fatto che è notevolmente più antica di qualsiasi tradizione umana.
La storia di Damnogoth è importante poichè insegna che tutto merita rispetto e che rispettando il Tutto e le sue parti si procede lungo la Via del Giusto, la quale è sempre in discesa.