Tratto da "La Vita del Tutto"


C'è chi ha imparato a parlare con gli animali. Questo è possibile perchè alcuni individui hanno, per via di una particolare educazione o a causa di una dote nativa, una Coscienza del Tutto ibrida, molto simile a quella dei Figli del Desierio (consultare "Loc e la genesi del Desiderio").

Abitualmente negli individui che parlano alle bestie il senso del bene è molto alto come nei negromanti, che comunicano con i Veri Saggi (= non morti), quello del male è spiccato.
La distinzione tra buono e cattivo restringe di molto la Percezione Globale degli umani, difatti sia i druidi che i negromanti non classificano i sassi come amici, ma neanche come nemici, non li considerano affatto.

La Amorale Demalish (leggere l'omonimo trattato per chiarimenti) non classifica nulla, tutto cio che è, ed è possibile, viene pensato come Giusto (anche se il vocabolo originale non trova l'esatta traduzione con questa parola). Viene così considerato tutto come importante.

Il Tutto si potrebbe paragonare ad un mucchio di carboni ardenti, infatti dal più piccolo al più grande tutti sono essenziali, il pezzo più grande senza quelli piccoli non inizierebbe a bruciare, o anche quelli più piccoli senza il più grande non sarebbero altro che un fuoco di paglia.

Così gli uomini sono una parte importante del Tutto, che però diventa inutile senza le montagne o l'acqua.
I Demalish parlano con ogni parte del Tutto solo perchè amano essere teatrali, infatti mentre parlano ai sassi usano la mente, o meglio la loro Coscienza Globale, e le rocce rispondono allo stesso modo.
Per essere precisi l'utilizzo della lingua, per comunicare o far scena, iniziò nella Terza Era, quella in cui comparvero gli umani, esseri condizionati dagli Dei per dimenticare la filosofia Tuttistica, considerata dispersiva ed estraniante.

In ogni cosa risiede una parte della memoria del Tutto, gli uomini sono una fonte di memoria molto ampia, anche se poco duratura, le poche informazioni che il Tutto può manipolare, alla morte di un uomo, sono trasferite ad un altro essere, o eventualmente dimenticate.
Le entità che raccolgono i ricordi più arcani sono le montagne.
Mentre i ricordi abituali, che mutano in modo molto leggero e che spesso si ripetono, come gli ordini dei Demalish sul susseguirsi delle stagioni, o i periodi e le zone in cui deve nevicare, risiedono nell'acqua, che pur mutando rimane sempre tale.
Memorie di poca importanza vengono invece rimescolate tra gli animali e la vegetazione.

Altra particolarità (invero ovvietà, per i Demalish) del Tutto è quella di poter interagire tra i propri elementi in modo completo, ad esempio è facile, per chi è veramente Cosciente del Tutto, poter guardare le cose con la "mentalità" di una pietra o di uno scoiattolo (questo allarga il modo di pensare dei Demalish, che guardano le cose, non solo mentalmente, ma anche "fisicamente").

Se la Coscienza del Tutto fosse per ogni essere al livello dei Demalish, si arriverebbe alla nascita di una nuova cretura, una creatura globale, sarebbe una sola mente omogenea a controllare qualunque cosa.