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La spalla, quello che non prende tutta la fama ma protegge sino all'ultimo il protagonista, che cambia di pochi particolari dall'eroe, in colore, forma oppure costituzione.
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Domenica 10 Maggio 2009
17:43
In molti libri la narrazione di alcuni periodi della vita dei protagonisti viene riassunta in un solo capitolo o anche poche righe, perchè tutto va per il meglio ed è il momento di lenta crescita e di recupero delle energie. Il tempo sembra si espande quando si passa per gli stadi cruciali di un'avventura.

"Dopo mesi in cui copriva ogni giorno fino a ottanta chilometri in viaggio su autobus, metropolitane e tram. Dopo un innumerevole numero di mattine in cui aveva visto albeggiare mentre usciva di casa. Dopo le attese di ore in piedi nelle stazioni. Ora gli era concessa una dimora poco distante dalla sua destinazione, orari principeschi e un'occupazione frenetica nella mente ma non nel corpo. Fai attenzione però! Che il troppo riposo non indebolisca le tue membra. Che i tuoi indumenti non inizino a stringere le tue carni. E che i tuoi pensieri non vengano coperti dall'Ombra che si cela in te!"

Il ritmo tranquillo delle mie giornate ha infatti intaccato un po' la figura scultorea di quando ero un'insegnante di pattinaggio a San Giovanni, complice anche il maltempo. Per iniziare a rimediare lo scorso fine settimana ho pattinato per ben 15 chilometri sul lungomare e reggo ancora la fatica. Peccato che solamente quando smetto di allenarmi e rientro in macchina compaiono dal nulla tutte giovani pattinatrici che sarebbero sicuramente un incentivo maggiore per tenermi in forma. Ora che la stagione calda sta arrivando seriamente inizierò ad allenarmi con gli splendidi USD Classic Throne Allstar 09, i pattini da street che esaudiscono ogni mio desiderio nella disciplina dell'aggressive. Con il tempo e la dedizione necessaria mi auguro di riuscire a fare salti e grind sui muretti. I corrimano per ora li pospongo per prudenza.

Durante gli ultimi due mesi ho acquisito maggiore confidenza con il lavoro e sono finalmente giunto a lavorare in produzione, nel particolare al nuovo spot di Tantum Verde, ancora non gira in televisione quindi credo di non poterne parlare troppo *possiede inconfessabili segreti industriali*, ma quando potrò ne pubblicherò qualcosa.

Sto scrivendo sull'NC10 ma l'occhio mi cade sempre più spesso verso la custodia del Cybook, l'ebook reader con la tecnologia e-ink che abbiamo comprato il mese scorso. Ormai è una droga, l'assuefazione è potente e non desidero essere curato. Ogni tre giorni finisco un libro e appena leggo l'ultima parola torno al menù principale, scelgo un altro titolo e ricomincio a leggere.

Quanto sia innamorato di questa tecnologia e della possibilità che mi offre è difficilmente descrivibile. Lo dimostra il mio intervento di mercoledì alla prima lezione che ho seguito nell'intero semestre di Editoria. Si parlava di ebook e guarda caso sul banco avevo il Cybook acceso. La professoressa *dandomi sempre del signore* mi ha fatto intervenire molte volte fino a chiedermi di rivolgermi a tutti i colleghi e spiegare come funziona e quali sono le potenzialità dei più recenti ebook reader. Gli interventi e le domande della gente nell'aula mi ha riportato alla realtà (che a volte dimentico) della sempre presente ultra-ignoranza su argomenti simili della gente comune.
Domenica 15 Marzo 2009
00:32
Ho letto che alcuni registi reputano sbagliata l'aggiunta di una colonna sonora nei film perchè nella vita di tutti i giorni non ci accompagna una musica di sottofondo. E' un'affermazione da riconsiderare, ormai da quando mi sveglio a quando vado a letto (e anche durante il sonno a volte) ho il computer, il lettore mp3 o qualsiasi altro apparecchio sonoro che spara musica. Così alcuni artisti e alcuni generi si legano ad alcuni periodi della mia vita e quando scrivo riavere quella musica mi fa rivivere alcune esperienze.

La colonna sonora di Mirror's Edge composta da Magnus Birgersson suona in queste settimane nella mia mente. Un'elettronica pulita, con molto pianoforte, alcune parti cantate, qualche tocco pop e un po' di disturbi digitali dei miei preferiti. Si addice al mio umore di questi tempi, molta tranquillità,felicitàe parecchia grinta. Non durerà in eterno la possibilità di lavorare e vivere insieme a Pietro, ma fintanto che posso voglio godermi questi momenti.

So che alcuni amici possono angosciarsi nel sentirmi parlare di quanto è divertente lavorare come compositor, girarsi e guardarmi mentre cerco di descrivere quello che ho fatto, pensando "Sapevo che nel suo campo fosse molto appassionato, ma non può già essere arrivato a lavorare, non è giusto!" Per delicatezza cerco di contenermi il più possibile dal raccontare ma non voglio dimenticare nemmeno come ho iniziato. PlayerDue assolverà questo compito come sempre.

La mia nuova stanza curiosamente è molto diversa da quella a Roma. La uso esclusivamente per dormire, visto che nell'appartamento abbiamo un salotto molto comodo. Per questo è poco arredata, un armadio, una cassettiera, l'enorme letto con accanto il comodino e un minuscolo televisore vicino alla finestra che ho acceso solamente una volta. Ad arricchire l'ambiente c'è però la mia lampada a forma di Space Invader e il fantastico poster 100x70 di Monkey Island 2 che abbiamo stampato e incorniciato poco tempo fa, un capolavoro che poche case possono vantare di avere.

A proposito del letto a due piazze tre notti fa ho avuto una lunga serie di riflessioni. Da quando ci dormo spesso sento un dolore alla schiena come se il bacino sta più in alto del resto del corpo. Dolore che mi ha costretto a rigirarmi di lato, di pancia, a tre quarti. Ma mercoledì quando siamo tornati a casa alle tre di notte non riuscivo ad addormentarmi e nel dormiveglia la mente si è concentrata sul problema, andando sempre più a fondo, analizzando ogni possibilità. Alla fine sono giunto all'ipotesi più probabile, nel mettere il letto all'angolo probabilmente la rete o il materasso erano stati girati male ed essendo di quelli ortopedici il verso conta. Non avendo le forze per alzarmi e cambiare la disposizione ho preso il cuscino l'ho lanciato ai miei piedi contro la cassettiera, che forma un cantuccio muro-legno, rotolandomi mi sono girato di 180 gradi e mentre il mio volto assumeva un'espressione stupita e gioiosa nel constatare dell'estrema comodità conquistata, mi sono addormentato come un sasso.

In ufficio mi sto comportando bene (direi anzi con naturalezza), svolgo sempre i lavori che mi danno con il massimo della concentrazione e della velocità. Ho acquisito ancora più pratica con After Effects e contemporaneamente ho imparato anche qualche altro programma collaterale. Il mio zelo è stato notato e già mi è stato affidato un compito in produzione. Sono tornato nel finesettimana tra i monti molto soddisfatto, la mia parte l'ho svolta al meglio delle mie possibilità, ora è solo da vedere cosa mi prospettano le prossime settimane.
Venerdì 16 Gennaio 2009
02:14
Poco meno di un mese fa me ne stavo sulla metà superiore della mia sedia presidenziale, la quale era appoggiata sul materasso, avevo una sedia per distendere le gambe e la copertina celeste per ripararmi dal freddo della stanza a Roma, ormai con i termosifoni spenti. Ho atteso Mamma e Papà guardando Star Trek ovviamente. Così ho passato le ultime ore da inquilino nell'appartamento a Roma e peccato che non potevo farmi una foto, sarebbe stato uno scatto da stampare e appendere al muro con il titolo dell'opera "Cyberpunk #46".

Da quel periodo non ho mai smesso effettivamente di passare almeno quarantacinque minuti al giorno in compagnia dell'equipaggio della Deep Space 9. Ho continuato così fino a questo mercoledì, poi gli eventi mi hanno finalmente travolto e gli effetti di questa droga escapista *come la definirebbe Gempo, e non nego che sia così* si sono affievoliti.

L'attesa è terminata e oggi ho fatto il primo passo per quello che è universalmente il Viaggio dell'Eroe, parlerò di questo nei termini di Joseph Campbell. Il Mondo Ordinario finora era per me la vita universitaria, ammettiamo anche la vita a Roma, per certi versi la giovinezza in termini sociali. Nel ritmo quotidiano di quei giorni c'era inquietudine, l'avventura non si trovava per quella via. Così a dicembre il destino ha fatto sì che il mio Alleato divenisse anche Messaggero, Pietro mi ha chiamato un giorno dicendomi che nella sua società erano disposti a prendermi come stagista. Da allora il Richiamo è stato comunicato e questa mattina ho varcato la Prima Soglia, entrando in ufficio per la mia prima giornata lavorativa.

Un sorriso si forma sulle mie labbra focalizzando i particolari da scrivere. Il fatto di sedere accanto a Pietro, negli uffici di una seria società di VFX è una situazione che mi auguravo da molto tempo e vedevo come una condizione ideale. Le esperienze che vivremo saranno doppiamente potenti, interiorizzate da due menti sì differenti ma quasi in completa sincronia. Si apre per me il periodo delle Prove, sono pronto e ben volenteroso di affrontarlo.

Inaspettatamente oggi ho ricevuto una "lettera" di tutt'altro ambito. Rachael Gray è la cantante di Sparks, una traccia composta da Rob Overseer. Quest'estate ho ascoltato questa canzone infinite volte, adoro la voce di Rachael e settimane fa ho trovato che hanno composto un gruppo, i Kanute, ho lasciato un commento sulla loro pagina di Facebook esprimendo la mia ammirazione verso lei e augurandole al più presto di fare un tour mondiale, passando anche per l'Italia. Oggi, non me l'aspettavo più ormai, mi ha risposto con queste parole:

"Thanks very much! You're very sweet.
I like what we do, but when other people there's much more of a point to the whole thing!

Wishing you all the best for 2009 - and I promise to try and get famous enough to come to Italy :-)

Rachael x"


La potenza dell'era dell'informazione, poter comunicare con un artista che si adora è straordinario, nel riascoltare le sue canzoni ora le sentirò ancora più vicine.
Venerdì 19 Dicembre 2008
10:56
La camera è spoglia da tutti i miei oggetti ad eccezione dei tre poster che più simboleggiano questo periodo durato quasi dieci mesi qui a Roma. Verso l'ora di pranzo passeranno mamma e papà, caricheremo tutto quanto
e ci incontreremo con Pietro. Sebbene l'ultima serata effettiva è stata quella di ieri sera, idealmente la nostra permanenza qui a Roma è finita con la cena che abbiamo fatto io, Pietro, Gempo e Morgan la settimana scorsa. Per una volta mi sono ricordato di fare un video, sarà divertente rivederlo tra qualche anno.

Ho da trascorrere ancora tre o quattro ore in questa camera e devo decidere come occupare il tempo. Non posso allungarmi sul letto, avendo già impacchettato tutte le lenzuola, non posso sollazzarmi sulla sedia presidenziale avendola disassemblata. Mi rimane solo o di farmi una passeggiata, o di guardarmi fino allo sfinimento Star Trek, oppure di giocare un po' al Wii prima di smontarlo. Sono come nel momento prima della partenza per una vacanza, quando ti aggiri per casa per controllare se hai dimenticato nulla e pur avendo a disposizione ancora molti passatempi non riesci a fermarti. In più sono un po' dubbioso se riusciremo a mettere tutta questa roba in macchina, ieri mi sembrava che non fosse rimasto più nulla e stamattina metà camera è piena di roba da portare via.
Mercoledì 10 Dicembre 2008
00:49
Ho avviato le "procedure" per abbandonare l'appartamento a Roma, ancora un mese tra queste mura dopodiché nel 2009 inizierò una prima fase di apprendistato che mi auguro porterà al delinearsi della mia figura lavorativa, non che rotolarmi ancora nella bambagia della fanciullezza sociale mi dispiaccia, ma ho sempre avuto forte in me il senso del dovere e inoltre non sono mai stato compatibile con la vita studentesca.

L'università è certamente piacevolissima se confrontata con la sc#@°a dell'obbligo, ma anche qui si ammucchiano esami che portano molte preoccupazioni e poche conoscenze nuove, e una volta messa la firma sul proprio voto realizzi che anche questa volta un semestre di lezioni non sono servite a nulla, anzi molte sveglie potevano risparmiare le loro melodie. Il lavoro si impossessa forse di più tempo ma se tutto va bene qualcosa rimane tra le mani, denaro ed esperienza.

Il destino sta seguendo il suo percorso e sento di essere al centro del mio flusso e avviato nella direzione giusta. Lasciare le quattro mura di questa stanza non mi rende triste, ho solamente qualche pensiero in più per organizzarmi nell'arrivare in Facoltà. Gli oggetti a cui mi sono affezionato rimango in mio possesso e probabilmente li porterò con me nel prossimo luogo che avrò come base operativa. Il quartiere è bello, ci sono tornato quest'anno inaspettatamente e può darsi il caso vorrà che ritorni da queste parti in futuro. Mi dispiace abbandonare la compagnia *due su tre perlomeno* e con Gempo ci siamo trovati a vivere nella stessa casa e ora anche a frequentare una lezione insieme, non avrei facilmente immaginato uno scenario simile cinque anni, fa mentre giocavo a Ultima e per la prima volta facevo la sua conoscenza.

Ma le situazioni più strane si sono create e non stento nuovamente a credere che non finirà di stupirmi lo svilupparsi degli eventi, sempre più fantasioso e divertente mi auguro. Voglio riservare più spazio all'artificio tecnologico che sto usando in questo preciso istante per quanto scrivere domani, per ora dovrò resistere alla tentazione di vedermi un'altra puntata di Star Trek: Deep Space Nine, la stagione che non avevo mai visto e che scopro è davvero ben fatta.

Come con molti altri temi anche questa serie televisiva soffre di troppa popolarità di costume, la gente conosce Star Trek, cataloga il pacchetto ma non ha probabilmente visto più di due puntate. Io ne ho viste parecchie, sopratutto delle ultime serie e riassumono concetti, personaggi e situazioni della letteratura che più mi appassiona. Non parlo di fantascienza esclusivamente, la metafora del viaggio dell'eroe ormai mi è chiara più che mai grazie alle letture raggiunte dal corso di sceneggiatura e so di amare alcune tipologie di personaggi ricorrenti in molte storie. Personaggi in cui mi ritrovo o piacerebbe ritrovarmi ovviamente, Constable Odo per primo nel caso di DS9.
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