Due cose non stanno andando come dovrebbero. Le comunità online e la fantascienza. In loro si nasconde l'essenza della popolazione del 2009.
Facebook, Flickr, Twitter sono dannosi, non sono produttivi. Ovviamente sono iscritto a tutti e tre, non parlo per rimandi e anzi sopratutto su Flickr

ultimamente sono abbastanza attivo. Ma cosa rimane dei commenti che gli utenti si scambiano con così tanto entusiasmo? Nulla, perché non c'è uno scambio effettivo di contenuti, le comunità coinvolte sono troppo grandi e non si formano sub-comunità abbastanza forti nell'identità da produrre idee, concetti e prodotti.
Tutto si limita al conteggio delle visite e alla notorietà valutabile dal numero di commenti positivi, un punteggio che non raggiungerà mai il massimo e non servirà effettivamente mai a nulla (nemmeno a pavoneggiarsi o essere riverito come nei forum). Questo vale sopratutto per posti come Flickr. Idealmente si dovrebbe conoscere tanta gente su Flickr, tanti fotografi con cui a volte diventare conoscenti o colleghi di lavoro. Al contrario sembra che più solitari di così non è possibile essere, ci si scambia degli "Ottime foto", "Nice lighting technique" e simili, ma il contatto umano finisce lì. A questo punto converrebbe programmarsi una pagina che si autocommenta di complimenti.
Discorso simile per Facebook, un modo ideale per farsi venire a noia conoscenti che neanche si vede più da anni. Tutti rimangono a guardare la home per nuovi messaggi interessanti, senza scrivere nulla di interessante. Il risultato è che ore e ore vengono sprecate a leggere spam di ogni genere della gente che senza remore sta solo a fare quiz e pubblica tutto.
Così ho iniziato ad allontanarmi e a guardare tutte le comunità del Web 2.0 insieme, osservando come interscambiano in automatico il nulla che viene registrato minuto per minuto.
C'è una corsa continua all'immediatezza, all'essere aggiornati e al farsi notare, ma tutto si dissolve come fumo. Cosa succedeva di notevole su Facebook un anno fa? Quand'è l'ultima volta che hai chiacchierato a lungo e con piacere con qualcuno dei tuoi contatti di chat?
Come un vortice nell'acqua queste comunità stanno risucchiando il nostro tempo, ci stanno togliendo la fantasia, la voglia di creare. Diventiamo tutti passivi nello scorrere da una homepage all'altra.
Sono sicuro che il mio discorso non vale per tutti, ci sono quelli che prima dell'avvento del web 2.0, avevano il pc spento e passavano i pomeriggi a non far nulla. Ma tanti altri creavano storie. Questi racconti (che fossero immagini, testi o semplici frasi) venivano condivisi in un modo più completo, entravano di più nella mente e a far parte dei ricordi.
Metaforizzo. Ho appena giocato a
Call of Duty: Modern Warfare 2. Esco fuori di casa (che sarebbe l'offline) e vado nell'enorme piazza del Web 2.0. Questo spazio aperto è tutto di marmo, con una lunga fontana al centro e tanti palazzi altissimi e pieni di finestre. Quello davanti a me è il

palazzo di Facebook e alla mia immediata destra quello di Twitter. E' pomeriggio e la piazza è stracolma. Metto le mani intorno alla bocca per amplificare la voce e urlo "HO GIOCATO A MODERN WARFARE 2 E' VERAMENTE UNO SPETTACOLOoOOOO!" Molti alzano la testa e mi guardano, alcuni sorridono, altri mi ignorano, alcune persone che conosco mi fanno ok con la mano. Passa senza fermarsi Andros e mi dice al volo che gli piace quello che ho appena detto però non ha tempo di fermarsi
*:P* e dopo un altro po' si avvicina Gempo che mi chiede "Ah sì? Beh però il Pandora non lo supporta mica..." e in quel momento una voce scorporata urla "IL TUO AMICO HA UNA NUOVA RICETTA SU RESTOURANT CITY!!!" e subito un'altra "QUAL'E' IL TUO IO DEL PASSATO? UN SIRENETTO!" e quando mi rigiro Gempo non c'è ma passa Pietro che mi dà una pacca sulla spalla (gli piace quello che ho scritto) ma fortunatamente noi ci becchiamo offline. Torno a casa e storco la bocca perchè d'accordo in tanti hanno sentito quello che ho urlato ma era una frase così breve, l'incipit per il discorso che avrei voluto fare sui pregi del gioco e sul perchè mi piace sempre così tanto e com'è inquietante (ma magnetica) la terza missione dove assisti e partecipi ad una strage in un aeroporto. Posso dire solo che questa passeggiata mi ha aumentato la misantropia.
Rimanendo nel mondo simbolico. Un tempo uscivo di casa e andavo nel caffè settecentesco delle prime comunità online o di ICQ e MSN. Mi sedevo al solito posto e dopo un po' vedevo entrare i soliti abituè che si accomodavano anche loro al mio tavolo. Con tutta la calma, ci si dilungava sui saluti iniziali e poi quando qualcuno chiedeva cosa c'era di nuovo mi mettevo a raccontare

di Modern Warfare che
"è fantastico, e voi sapete quanto a me non piacciano di solito i giochi di guerra. Ma questo è un film in pratica, c'è la scena iniziale tra i ghiacci che ti arrampichi con i picchetti e il tuo capitano ti precede nel saltare un fosse aggrapparsi alla parete ghiacciata davanti, tu lo segui ma poi scivoli e mentre stai per cadere lui ti afferra per una mano e ti aiuta a riaggrapparti, il tutto indistinguibile dai momenti di gioco normale!" e si comincia con una discussione sul Pandora e si divaga, si divaga ma mentre parlo mi vengono nuove idee. Un racconto di una qualche nave spaziale che sta cadendo per chilometri e chilometri, cinque ore all'impatto e i passeggeri non possono fare altro che parlare tra loro, quello che all'inizio è più preoccupato si scopre essere un alieno che resuscita ogni volta che muore, potenzialmente immortale se riesce a rimanere vivo, ma ogni volta capita in qualche incidente e ormai gli rimangono solo trentatre vite!
Dopo aver registrato anche questi pensieri su PlayerDue, rendendomi nuovamente conto che ogni suo angolo trattiene delle storie ed è uno dei motori della mia creatività, sono ora ancora più convinto di quanto danno stiano facendo queste comunità. La troppa connettività fa male, rende banale e obsoleta qualsiasi cosa nel momento stesso in cui viene fruita, c'è bisogno di un tempo disconnesso nella comunicazione.