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Cos’è Player Due?
Player Due è un Blog, cioè una sorta di diario online. Scrivo qui di episodi, pensieri ed opinioni in cui mi imbatto durante le giornate.
Non mancano elucubrazioni sui più disparati argomenti.
Chi sono mai?
Da sempre sono il secondo giocatore.
La spalla, quello che non prende tutta la fama ma protegge sino all'ultimo il protagonista, che cambia di pochi particolari dall'eroe, in colore, forma oppure costituzione.
Com'è fatto il blog?
Player Due è stato fatto nel canonico modo: CSS, PHP e MySQL. Per il design ho usato Adobe Illustrator e Adobe Photoshop.
Ringrazio mio fratello per i consigli sullo stile da utilizzare per questo sito.
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Domenica 13 Settembre 2009
21:16
La tendenza comune a molte persone è quella di proiettarsi sempre in attese future e di denigrare il momento attuale in cui vivono, suppongo valga anche per gli altri visto che funziona così per me. La bestia, quella parte della mente che non riusciamo a controllare, prende il sopravvento appena c'è un attimo di distrazione dall'io cosciente e inizia a bisbigliare che tutto è troppo faticoso, che non è il momento di fare qualche cosa di particolare, che vegetare in qualche angolo è più salutare.

E chi segue quello che ho scritto in questi anni, si è probabilmente accorto che combatto spesso contro la tentazione dell'ozio. Guardandomi indietro continuo sempre a vedere più occasioni sprecate di quante sono le sfide che ho effettivamente raccolto e non riesco più a vedere un film che mi piace o a leggere un libro senza pensare alla fine che potrei anch'io arrivare a completare un'opera del genere, ma che il tempo a mia disposizione per crescere in quel campo sia sempre meno.

Non bastassero le attività che ho già iniziato e portato avanti, ora arriva anche la fotografia ed è una specializzazione a cui non posso tirarmi indietro. Non ho modo in tempi brevissimi di seguire un laboratorio fotografico, ma internet è stracolma di informazioni e l'esperienza di centinaia di fotografi professionisti è alla merce di chi abbia sufficiente curiosità.

Lavoro, università, scrivere, la Stirpe, pattinaggio, PlayerDue, fotografia sono abbastanza pensieri da gestire contemporaneamente? Forse, ma ne aggiungo anche un altro, che con il dovuto impegno, potrebbe fiorire come un ottimo progetto: il nuovo VillageBench.

L'antico VillageBench era un esperimento che avevo fatto, basato sui siti che pagano sui cinque o dieci dollari, ogni volta che scrivi un blog su un argomento che ti dicono loro, ovviamente non potevo portare tanta venalità su PlayerDue, così creai con Wordpress un blog molto scarno e in cui scrivevo come riempimento ogni tanto dei blog randomici, che parlavano di cose reali che mi accadevano ma senza l'attenzione e la coerenza in cui scrivo qui. Proprio adesso lo stavo rileggendo e l'irriverenza con cui scrivevo sfacciatamente delle enormi balle pubblicitarie mischiate a fatti di vita reale è esilarante.

Il nuovo VillageBench è in italiano ed è un blog di informazione sulle ultime mode tecnologiche, non ha un argomento troppo ristretto, spazia dai giochi alla musica, passando per libri, internet e film. Per chi pensa che gestire un blog di informazione settoriale sia facile, beh si sbaglia. E' un'occupazione a tempo pieno e il rischio di perdere un'identità come "testata" è altissimo, molti dei blog che seguo ogni tanto non fanno altro che prendere le notizie da altri siti, tradurle o modificarle e ripubblicarle, senza la minima scelta sui contenuti.

Ho già avuto esperienza con la scelta dei contenuti e sono sempre della stessa opinione, per quanto meno redditizio preferisco che sia scritto quello che piace e interessa anche me, non solo i lettori. Piano piano espanderemo lo staff *come già e avvenuto in questi giorni* scegliendo persone che condividono la nostra visione (mia, di §ith e di mamma, che è poi l'effettiva ideatrice di questo rilancio di VillageBench) e post dopo post forse conquisteremo il nostro spazio nei risultati dei motori di ricerca!
Lunedì 3 Agosto 2009
03:34
Stavo iniziando a scrivere qui, intorno a l'una di notte, quando mi sono ricordato di una lettera che mi aveva mandato Rachael Mantle qualche settimana fa e mi sono deciso a risponderle, ho finito solo ora. A gennaio Rachael, che ha fondato i Kanute, aveva risposto a un mio commento lasciatole su myspace, la cosa mi aveva fatto molto piacere. Ma non è finito lì il contatto con quest'artista, il mese scorso i Kanute hanno pubblicato il loro primo album e l'ho comprato subito (ne ho comprate due copie, una anche per Francesco che intanto ha avuto modo di apprezzare la voce di Rachael) e tramite facebook ho comunicato di nuovo con lei, che mi ha descritto una parte della storia dietro Sparks, la traccia che ho scoperto anche lei ama più di tutte.

Così come si sa qual'è l'inizio è la fine per ogni persona, è altrettanto certo che non si può mai porre un limite a quanto succederà nei giorni a venire. Ho iniziato a leggere da molte fonti diverse articoli e saggi sulla fotografia. Ho a mia disposizione una reflex digitale con cui sto già instaurando un ottimo rapporto di collaborazione. Dovrei lasciar trascorrere un anno prima di passare a uno stadio più avanzato, ma ho imparato troppe cose riguardo l'illuminazione attraverso flash, con ombrelli o softbox, per non desiderare ardentemente di poter scattare fotografie controllando il contrasto tra zone d'ombra e di luce sui volti, per poter orientare come voglio le fonti luminose.

Tra i molti mondi possibili potrebbe essercene uno in cui aggiusto la potenza di un flash attaccato su uno stativo posto a 45° rispetto alla cantante dei Kanute, per il set fotografico che accompagna l'uscita del loro quinto album sul mercato. Perchè, non potrebbe?
Domenica 10 Maggio 2009
17:43
In molti libri la narrazione di alcuni periodi della vita dei protagonisti viene riassunta in un solo capitolo o anche poche righe, perchè tutto va per il meglio ed è il momento di lenta crescita e di recupero delle energie. Il tempo sembra si espande quando si passa per gli stadi cruciali di un'avventura.

"Dopo mesi in cui copriva ogni giorno fino a ottanta chilometri in viaggio su autobus, metropolitane e tram. Dopo un innumerevole numero di mattine in cui aveva visto albeggiare mentre usciva di casa. Dopo le attese di ore in piedi nelle stazioni. Ora gli era concessa una dimora poco distante dalla sua destinazione, orari principeschi e un'occupazione frenetica nella mente ma non nel corpo. Fai attenzione però! Che il troppo riposo non indebolisca le tue membra. Che i tuoi indumenti non inizino a stringere le tue carni. E che i tuoi pensieri non vengano coperti dall'Ombra che si cela in te!"

Il ritmo tranquillo delle mie giornate ha infatti intaccato un po' la figura scultorea di quando ero un'insegnante di pattinaggio a San Giovanni, complice anche il maltempo. Per iniziare a rimediare lo scorso fine settimana ho pattinato per ben 15 chilometri sul lungomare e reggo ancora la fatica. Peccato che solamente quando smetto di allenarmi e rientro in macchina compaiono dal nulla tutte giovani pattinatrici che sarebbero sicuramente un incentivo maggiore per tenermi in forma. Ora che la stagione calda sta arrivando seriamente inizierò ad allenarmi con gli splendidi USD Classic Throne Allstar 09, i pattini da street che esaudiscono ogni mio desiderio nella disciplina dell'aggressive. Con il tempo e la dedizione necessaria mi auguro di riuscire a fare salti e grind sui muretti. I corrimano per ora li pospongo per prudenza.

Durante gli ultimi due mesi ho acquisito maggiore confidenza con il lavoro e sono finalmente giunto a lavorare in produzione, nel particolare al nuovo spot di Tantum Verde, ancora non gira in televisione quindi credo di non poterne parlare troppo *possiede inconfessabili segreti industriali*, ma quando potrò ne pubblicherò qualcosa.

Sto scrivendo sull'NC10 ma l'occhio mi cade sempre più spesso verso la custodia del Cybook, l'ebook reader con la tecnologia e-ink che abbiamo comprato il mese scorso. Ormai è una droga, l'assuefazione è potente e non desidero essere curato. Ogni tre giorni finisco un libro e appena leggo l'ultima parola torno al menù principale, scelgo un altro titolo e ricomincio a leggere.

Quanto sia innamorato di questa tecnologia e della possibilità che mi offre è difficilmente descrivibile. Lo dimostra il mio intervento di mercoledì alla prima lezione che ho seguito nell'intero semestre di Editoria. Si parlava di ebook e guarda caso sul banco avevo il Cybook acceso. La professoressa *dandomi sempre del signore* mi ha fatto intervenire molte volte fino a chiedermi di rivolgermi a tutti i colleghi e spiegare come funziona e quali sono le potenzialità dei più recenti ebook reader. Gli interventi e le domande della gente nell'aula mi ha riportato alla realtà (che a volte dimentico) della sempre presente ultra-ignoranza su argomenti simili della gente comune.
Domenica 15 Marzo 2009
00:32
Ho letto che alcuni registi reputano sbagliata l'aggiunta di una colonna sonora nei film perchè nella vita di tutti i giorni non ci accompagna una musica di sottofondo. E' un'affermazione da riconsiderare, ormai da quando mi sveglio a quando vado a letto (e anche durante il sonno a volte) ho il computer, il lettore mp3 o qualsiasi altro apparecchio sonoro che spara musica. Così alcuni artisti e alcuni generi si legano ad alcuni periodi della mia vita e quando scrivo riavere quella musica mi fa rivivere alcune esperienze.

La colonna sonora di Mirror's Edge composta da Magnus Birgersson suona in queste settimane nella mia mente. Un'elettronica pulita, con molto pianoforte, alcune parti cantate, qualche tocco pop e un po' di disturbi digitali dei miei preferiti. Si addice al mio umore di questi tempi, molta tranquillità,felicitàe parecchia grinta. Non durerà in eterno la possibilità di lavorare e vivere insieme a Pietro, ma fintanto che posso voglio godermi questi momenti.

So che alcuni amici possono angosciarsi nel sentirmi parlare di quanto è divertente lavorare come compositor, girarsi e guardarmi mentre cerco di descrivere quello che ho fatto, pensando "Sapevo che nel suo campo fosse molto appassionato, ma non può già essere arrivato a lavorare, non è giusto!" Per delicatezza cerco di contenermi il più possibile dal raccontare ma non voglio dimenticare nemmeno come ho iniziato. PlayerDue assolverà questo compito come sempre.

La mia nuova stanza curiosamente è molto diversa da quella a Roma. La uso esclusivamente per dormire, visto che nell'appartamento abbiamo un salotto molto comodo. Per questo è poco arredata, un armadio, una cassettiera, l'enorme letto con accanto il comodino e un minuscolo televisore vicino alla finestra che ho acceso solamente una volta. Ad arricchire l'ambiente c'è però la mia lampada a forma di Space Invader e il fantastico poster 100x70 di Monkey Island 2 che abbiamo stampato e incorniciato poco tempo fa, un capolavoro che poche case possono vantare di avere.

A proposito del letto a due piazze tre notti fa ho avuto una lunga serie di riflessioni. Da quando ci dormo spesso sento un dolore alla schiena come se il bacino sta più in alto del resto del corpo. Dolore che mi ha costretto a rigirarmi di lato, di pancia, a tre quarti. Ma mercoledì quando siamo tornati a casa alle tre di notte non riuscivo ad addormentarmi e nel dormiveglia la mente si è concentrata sul problema, andando sempre più a fondo, analizzando ogni possibilità. Alla fine sono giunto all'ipotesi più probabile, nel mettere il letto all'angolo probabilmente la rete o il materasso erano stati girati male ed essendo di quelli ortopedici il verso conta. Non avendo le forze per alzarmi e cambiare la disposizione ho preso il cuscino l'ho lanciato ai miei piedi contro la cassettiera, che forma un cantuccio muro-legno, rotolandomi mi sono girato di 180 gradi e mentre il mio volto assumeva un'espressione stupita e gioiosa nel constatare dell'estrema comodità conquistata, mi sono addormentato come un sasso.

In ufficio mi sto comportando bene (direi anzi con naturalezza), svolgo sempre i lavori che mi danno con il massimo della concentrazione e della velocità. Ho acquisito ancora più pratica con After Effects e contemporaneamente ho imparato anche qualche altro programma collaterale. Il mio zelo è stato notato e già mi è stato affidato un compito in produzione. Sono tornato nel finesettimana tra i monti molto soddisfatto, la mia parte l'ho svolta al meglio delle mie possibilità, ora è solo da vedere cosa mi prospettano le prossime settimane.
Venerdì 16 Gennaio 2009
02:14
Poco meno di un mese fa me ne stavo sulla metà superiore della mia sedia presidenziale, la quale era appoggiata sul materasso, avevo una sedia per distendere le gambe e la copertina celeste per ripararmi dal freddo della stanza a Roma, ormai con i termosifoni spenti. Ho atteso Mamma e Papà guardando Star Trek ovviamente. Così ho passato le ultime ore da inquilino nell'appartamento a Roma e peccato che non potevo farmi una foto, sarebbe stato uno scatto da stampare e appendere al muro con il titolo dell'opera "Cyberpunk #46".

Da quel periodo non ho mai smesso effettivamente di passare almeno quarantacinque minuti al giorno in compagnia dell'equipaggio della Deep Space 9. Ho continuato così fino a questo mercoledì, poi gli eventi mi hanno finalmente travolto e gli effetti di questa droga escapista *come la definirebbe Gempo, e non nego che sia così* si sono affievoliti.

L'attesa è terminata e oggi ho fatto il primo passo per quello che è universalmente il Viaggio dell'Eroe, parlerò di questo nei termini di Joseph Campbell. Il Mondo Ordinario finora era per me la vita universitaria, ammettiamo anche la vita a Roma, per certi versi la giovinezza in termini sociali. Nel ritmo quotidiano di quei giorni c'era inquietudine, l'avventura non si trovava per quella via. Così a dicembre il destino ha fatto sì che il mio Alleato divenisse anche Messaggero, Pietro mi ha chiamato un giorno dicendomi che nella sua società erano disposti a prendermi come stagista. Da allora il Richiamo è stato comunicato e questa mattina ho varcato la Prima Soglia, entrando in ufficio per la mia prima giornata lavorativa.

Un sorriso si forma sulle mie labbra focalizzando i particolari da scrivere. Il fatto di sedere accanto a Pietro, negli uffici di una seria società di VFX è una situazione che mi auguravo da molto tempo e vedevo come una condizione ideale. Le esperienze che vivremo saranno doppiamente potenti, interiorizzate da due menti sì differenti ma quasi in completa sincronia. Si apre per me il periodo delle Prove, sono pronto e ben volenteroso di affrontarlo.

Inaspettatamente oggi ho ricevuto una "lettera" di tutt'altro ambito. Rachael Gray è la cantante di Sparks, una traccia composta da Rob Overseer. Quest'estate ho ascoltato questa canzone infinite volte, adoro la voce di Rachael e settimane fa ho trovato che hanno composto un gruppo, i Kanute, ho lasciato un commento sulla loro pagina di Facebook esprimendo la mia ammirazione verso lei e augurandole al più presto di fare un tour mondiale, passando anche per l'Italia. Oggi, non me l'aspettavo più ormai, mi ha risposto con queste parole:

"Thanks very much! You're very sweet.
I like what we do, but when other people there's much more of a point to the whole thing!

Wishing you all the best for 2009 - and I promise to try and get famous enough to come to Italy :-)

Rachael x"


La potenza dell'era dell'informazione, poter comunicare con un artista che si adora è straordinario, nel riascoltare le sue canzoni ora le sentirò ancora più vicine.
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