Ogni minuto che passa potrebbe influenzare la quantità di parole che mi trovo ora a scrivere, gli eventi queste ultime settimane si sono susseguiti così in fretta da costringermi a pubblicare un intervento più lungo e suddiviso in capitoli, per una maggiore chiarezza e un po' di ordine. Descriverò i fatti in ordine cronologico, quindi nel futuro se una mia nipotina si troverà a leggere quanto scritto qui, non ne abbia con me per non averla messa come prima notizia, la sua importanza al di sopra del resto è indubbia.
Capitolo I - Castiglione della Pescaia
dal 25 Agosto fino all'8 settembre
Quest'anno ci siamo spinti meno lontano delle ultime volte e come sempre abbiamo centrato il bersaglio in pieno. Castiglione della Pescaia è una località di mare in Toscana, con quasi di fronte l'Isola d'Elba. Il nostro appartamento era situato proprio all'interno delle mura della cittadella medievale che

sovrasta il lungomare. Il borgo è molto curato e d'impatto, imboccata la via che scende fuori dal portone ci si trova nella parte più turistica e viva della città, ci sono molti pub, ristoranti e negozi vari. Si spende normalmente e si mangia benone. Tralasciando altri particolari descrittivi dirò che dopo aver fatto una passeggiata sul lungomare ho realizzato che quella era la strada che avevo visto su GoogleEarth e il mio intuito non mi aveva tradito, avevo trovato lo spot ideale per pattinare i giorni seguenti.
Sebbene avessimo la spiaggia della città a pochi passi, molto in discesa, da casa, il giorno seguente abbiamo preso la macchina e siamo andati alla spiaggia le Rocchette, dove innamorati dell'acqua limpida e piacevolmente toccati dalla bellezza dello scoglio sulla destra, ci siamo presi subito per due settimane un ombrellone e le sdraio in prima fila.
Riguardo al mare c'è poco altro da dire visto che è stato perfetto. Anche nei giorni in cui il tempo si è un po' guastato, l'acqua continuava a essere di cristallo pur rifrangendosi per le onde. Ho nuotato fino allo sfinimento e più volte mi sono seduto sulla parte finale dello scoglio a godere della brezza marina. Nei momenti di pigrizia le persone intorno a noi hanno potuto godere di un modesto spettacolo, essendomi portato le mie tre palle da giocoliere per esercitarmi sul trick che ho imparato da Stefano.
Una parentesi meritano invece le sessioni di pattinaggio del tardo pomeriggio. Dopo aver usato con successo i miei fili posa-birilli e i gessetti, ho avuto a disposizione una locazione molto buona per esercitarmi sugli slalom,

modestamente trafficata solo da persone e affacciato direttamente sulla spiaggia. Mentre al prato di S.Anatolia sono abituato solo al suono delle ruote che si consumano sull'asfalto e alla musica del lettore mp3, sul lungomare sono stato continuamente seguito da esclamazioni stupite, applausi e complimenti. Due ragazze carine si sono anche fermate più volte a farmi foto e a chiacchierare, una si chiamava Valentina se non sbaglio, e avevano anche cominciato a salutarmi per nome. Per due giorni però non ho potuto seguire i miei allenamenti e quando sono tornato sui pattini le due fanciulle erano scomparse, quel giorno sono stato a chiacchierare per venti minuti con due vecchiette proprietarie tra l'altro della casa davanti cui davo spettacolo. Ho anche ricevuto qualche sconto sulle bottiglietta d'acqua che compravo al bar del lido di fronte, venti o trenta centesimi, non fanno mai male!
Sicuramente quando a volte da solo riesco a concentrarmi di più nel pattinare ma anche con la gente che si fermava a guardare, ho perfezionato molto lo slalom incrociato all'indietro e per la prima volta mi è venuto bene lo slalom in avanti su un piede solo.
Peccato solamente che Pietro non sia riuscito a liberarsi in quelle due settimane dal lavoro alla Proxima, sono dell'idea però che l'anno prossimo riandremo a Castiglione e non mi piacerebbe anche riuscire ad organizzarmi con un po' di amici
*a Damian e Rock dovrebbero fischiare le orecchie adesso* perchè è proprio un posto piacevole per passare una vacanza al mare.
Capitolo II - Benvenuta Diana!
12 Settembre - Ore 10:30
Dopo 250km in macchina e alcuni giorni passati a casa e a Roma ad aiutare delle colleghe in difficoltà per un esame, precisamente una settimana fa e un giorno è finalmente nata Diana, la sorellina di Sofia. E' nata di mattina e il pomeriggio stesso siamo andati a trovare Dora e Diana, per la prima volta ho visto

un neonato nato così poco, in quella saletta dove vengono raccolte tutte le culle e sui cui vetri si ammassa un orda di familiari, possibilmente muniti di macchina fotografica.
Lo ammetto, anch'io avevo in mano la fotocamera e ho scattato qualche timida foto a Diana. Ho anche assistito alla prima volta che Diana e Sofia si sono viste, quest'ultima infatti ha usufruito del mio aiuto e tenendosi aggrappata ad una spalla ha sbirciato a lungo la sorellina. Da lì è partito un discorso su cosa comportava questa nascita per le responsabilità di Sofia e di come adesso lei è la sorella grande, come Pietro è il fratello grande mentre io sono quello piccolo. Stupita Sofia ha continuato spesso ha chiedere conferma del fatto che io pur essendo grande sono piccolo.
Diana comunque ha gli occhi chiari, azzurri molto probabilmente e i capelli a differenza della sorella sono scuri e forse lisci. Ma nei lineamenti bembeschi per ora si assomigliano entrambe, certo che i bebè sono tutti più o meno uguali all'inizio.
Capitolo III - Rafting
23 Settembre
La scorsa settimana, stracolma di impegni, si è conclusa con il rafting alle Cascate delle Marmore organizzato da Adriano, che alla fine non ha potuto farsi la discesa per via della
febbra. Un'esperienza fantastica, uno sport in cui mi dedicherei sicuramente molto se lo avessi vicino casa.
Alle quattro in punto hanno aperto le iscrizioni per la giornata, noi eravamo lì dieci minuti e ci hanno detto di aspettare le quattro precise, momento in cui ovviamente altra gente è arrivata e ci ha fregato il posto! Dopo aver compilato delle brevi autocertificazioni ci hanno indirizzato verso il magazzino delle attrezzature, una rastrelliera al coperto che avevamo notato già all'entrata. A doverci preparare eravamo io, Pietro, Fathima e Francesco. Loro si sono presi la muta, la giacchetta e gli

stivali asciutti, con Pietro invece abbiamo dovuto indossare delle mute ancora bagnate, che si sono rivelate poi essere più comode, durante il minicorso, di quelle asciutte.
Vestiti in una maniera molto sportiva e dopo esserci fatto un po' di foto, abbiamo seguito la breve lezione sulle regole basilari per riuscire a sopravvivere sul gommone, o anche fuori, durante la discesa delle rapide. Nella seconda parte ci hanno spiegato i comandi che la guida più avanti ci avrebbe impartito.
Dopo esserci beccati due tizi piuttosto schiappe per riempire il gommone, siamo saliti sui furgoncini che ci hanno portato laddove avrebbe avuto inizio la discesa. Quella scena più di tutto mi ha colpito, siamo scesi per una scaletta e dei ponticelli di legno, tra fango e acqua, con davanti, di lato e sopra di noi una cascatatella che si tuffava nella piccola conca dove stavano disponendo i gommoni.
Da quel momento in poi la tuta bagnata non è stata assolutamente un problema, appena saliti sul gommone, alla prima curva, ci ha beccati un'onda che ha schiarito le idee a tutti quanti. La guida per tutto il tempo è stata a dirci che stavamo facendo un pessimo lavoro ed è vero, sopratutto per colpa di quei due tizi che si sono piazzati alla seconda fila, mentre alla prima stavano Francesco e Pietro e alla terza io e Fathima. Proprio Fathima per poco non è volata fuori dall'imbarcazione all'inizio, perché non aveva avuto il tempo di agganciare bene i piedi ai sostegni.
Ci siamo anche quasi ribaltati di lato, quello è stato uno dei momenti migliori! Da questa avventurosa gita ho avuto modo di apprezzare la comodità delle mute da sub, penso la prossima estate ne avrò una. Sicuramente affronterò un'altra volta quelle rapide visto che Giepi, Alessandro e Damian hanno il desiderio di provare anche loro, altre due persone e abbiamo un gommone tutto per noi!
Epilogo - Quel che c'è da fare
19 Settembre
Le occupazioni non mi mancano aspettando
*ma anche no* che ricomincino le lezioni. Devo infatti preparare un filmato in Flash per la video-installazione per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, nel gruppo supervisionato da Lorenzo Taiuti
*il cyber-professore* e che ho incontrato

la scorsa settimana, avevo intenzione di rimanere più in secondo piano ma mi sono reso conto che c'è bisogno di un intervento un po' più deciso, non metto in dubbio l'impegno degli altri, ma il loro senso pratico, in un progetto del genere bisogna partire da com'è fatta la struttura generale e poi passare alle particolarità, normale operazione di sceneggiatura. Fra non molto mi dovrò occupare anche del sito vetrina di un negozio e nel frattempo continuo ad aiutare le mie amiche per quell'esame.
Questi sono solo i doveri di tipo ufficiale, poi arrivano i miei doveri personali, come andare in un negozio di pattini a Roma e comprarmi vari articoli assolutamente indispensabili, o trovare il modo di infiltrarmi per almeno due ore al giorno nella palestra della sc#@°a elementare qui vicino per allenarmi con alcuni nuovi slalom su cui sto esercitandomi. Ancora non ho neanche trovato il tempo per rimontare il clarinetto e continuare il mio solitario viaggio nel blues autodidatta. La lista di cose
to-do continua ancora per un bel po' di righe e mi sta salendo sempre più forte la voglia di farmi un'altra partita a Grid Wars 2.