Stavo iniziando a scrivere qui, intorno a l'una di notte, quando mi sono ricordato di una lettera che mi aveva mandato Rachael Mantle qualche settimana fa e mi sono deciso a risponderle, ho finito solo ora. A gennaio Rachael, che ha fondato i Kanute, aveva risposto a un mio commento lasciatole su

myspace, la cosa mi aveva fatto molto piacere. Ma non è finito lì il contatto con quest'artista, il mese scorso i Kanute hanno pubblicato il loro primo album e l'ho comprato subito (ne ho comprate due copie, una anche per Francesco che intanto ha avuto modo di apprezzare la voce di Rachael) e tramite facebook ho comunicato di nuovo con lei, che mi ha descritto una parte della storia dietro Sparks, la traccia che ho scoperto anche lei ama più di tutte.
Così come si sa qual'è l'inizio è la fine per ogni persona, è altrettanto certo che non si può mai porre un limite a quanto succederà nei giorni a venire. Ho iniziato a leggere da molte fonti diverse articoli e saggi sulla fotografia. Ho a mia disposizione una reflex digitale con cui sto già instaurando un ottimo rapporto di collaborazione. Dovrei lasciar trascorrere un anno prima di passare a uno stadio più avanzato, ma ho imparato troppe cose riguardo l'illuminazione attraverso flash, con ombrelli o softbox, per non desiderare ardentemente di poter scattare fotografie controllando il contrasto tra zone d'ombra e di luce sui volti, per poter orientare come voglio le fonti luminose.
Tra i molti mondi possibili potrebbe essercene uno in cui aggiusto la potenza di un flash attaccato su uno stativo posto a 45° rispetto alla cantante dei Kanute, per il set fotografico che accompagna l'uscita del loro quinto album sul mercato. Perchè, non potrebbe?