"Smoooke on the waaater! And Fire in the Sciacquon!"
andavo cantando burning down in sky.
Ad un certo punto si azionò dunque lo sciacquone in fiamme riversando un pioggia torrenziale, anzi direi pure fluviale, anzi, che dico di semplice fiume? Addirittura del Po (tanto per intenderci della vastità del flusso d'acqua) ed ecco d' un que' st' acqua da Po, e quindi direi da un po' potabile o anche potata, se non potato
* leggi "poteto" *, ma basta che sia "
*po*", venirmi addosso scaraventandomi dallo sky parabolicamente per terra, tant' è vero che cadendo pigliavo Disney Channel, History Channel e Rock Tv (davano un simpatico video di un tizio che tirava a delle fans la pelle e i suo glutei neanche fossero vestiti, certi sceneggiatori son proprio matti da legare e gettare via la chiave (ovviamente parlo della chiave delle corde (non si possono impilare più parentesi? Che la Crusca sia con voi! un professore un giorno dissè - visto che siamo al passato si mette l'accento come frappè, quello che è stato spappolato - d'averlo visto fare a Manzoni, e non transigo sulle visioni di prof che vedono scrivere tizi morti))).
Atterrato a terra, notai che lo schianto stato attutito da una tartaruga che avevo schiacciato e che ora era dentro il guscio. Ci risaltai di sopra e senza alcun apparente motivo schizzò via colpendo mostricciattoli tipo rombi marroni e api con tridenti che fecerò una buffa curvà in aria sprofondando sotto il terreno unconsequentially, ovvero senza alcun filo logico, inconseguenzialmente, mi dissi.
Urtando un megatubo che spuntava dal terreno il guscio tornò indietro, lo evitai e sparì dalla mia vista. Udii all'impatto col tubo uno "Sdong" seguito da un "Uh? What the hell..." e un gigantesco "Sbonk".
Si aprì la cima del tubo e ne uscì un tizio con un elmo che si massaggiava il cranio
* ovviamente nel senso che si infilava la mano sotto la pelle per massaggiare il cranio anzichè la testa, è più diretto e pratico come massaggio, a patto che non dimentichi dentro cose tipo forcine, unghia, nero delle unghia, accette, casseforti, Mazinga. Il problema non è tanto igienico quanto che si vede un leggero rigonfiamento nella testa di forme alquanto bizzarre per essere definiti "bernoccoli alla Mazzinga o alla Mazzini, ultima moda tra i Carbonari Manga (la cui sezione più conosciuta è quella Porno, e non fare finta di non conoscerla!) *.
Era un elmo piuttosto leggero, con in cima uno scopettone rosso, addosso aveva una leggera armatura che terminava con una sorta di gonnellino.
"HEY! YOU TWO!"
"Me too what?"
Ovviamente ci vedeva doppio per la botta.
E io ci sentivo storpio per la cotta.
La cotta che trasforma il prosciutto crudo in cotto ovviamente: vi ricordo che venivo burning down in the sky, parabola o non, eh!
Chiarimmo subito quando mi disse che era un legionario
"Chiariamo subito dicendo che sono un legionario"
* c.v.d. *
"Legionario di cosa?"
"Legionario Da Roma!"
"Da Roma? Non era in gergo scontato De Roma?"
"Si ma quelli sono quelli originari della città! Io sono d' un' altra città vicina! D'Aroma!"
"Ma prima non avevi scritto senza apostrofo?"
"?!?! Ma noi non stavo parlando?"
"Touché!"
"?!?!"
"Good Point!"
"?!?!"
* burp *
"Ah si!"
"Ma comunque che diamine di città è Aroma?!"
"Aroma? Mai sentita!"
"Ma dicevi che venivi D'Aroma!"
"Appunto! D'Aroma non Da Aroma!"
"E che indichi con questa nome?"
"Ovviamente Crema!"
"Ma la Crema non ha un odore particolarmente forte!"
"Questo lo dici tu! Io ci metto lo zafferano! Mai sentito parlare di Crema Gialla?"
"Ah! Quindi sei cinese! ma non si faceva col limone?"
"Spiacente, dalla cina esportiamo solo arance e mele, oltre a tanto Merchandising di qualità infima ed economica!"
"Eppoi scusa! Come faccio a sapere che sei veramente un legionario?"
"Ma dal salario!"
"Spetta!"
"Ecco qua!"
e così dicendo uscì una sacchetto con scritto "Salario"
"Vedi? Sale Purissimo! Che altro pretendi per Salario?"
"Ma quella è cannella!"
"Ti ho detto che sono D'Aroma! Eppoi che pretendevi che avessi per salario? Sicli o Banconote?!"
"Effettivamente sennò si chiamerebbe Siclario o Banconotario!"
"Per Siclario si direbbe Al Secolo... eppoi Notario è Siciliano Italianizzato! notaIO!"
"Scusa"
"A proposito! Sai com'è un BancoNota?!"
"Una Banconota?! Un pezzo di carta!"
"Sbagliato! UN BancoNota è più o meno così!"
* pop *
E al posto del tubo da cui era sortito
* gallismo regna * stava un banchetto scolastico con su degli appunti di matematica di varia natura e un "NOTA PER I GENITORI: Matusalemme copia da Sbodolo. Firma".
"Più BancoNota di così!" continuò "ma siccome ci sono più specie di note, platonicamente parlando
* e qui comparve una bagascia che schioccò le dita indispettita e tolse il disturbo * e quindi è un vero e proprio BancoNote!"
Estasiato da tanta logica non sapevo che dire... e non lo dissi: cioè parlai blaterando inutilmente.
"Wow! Sei peggio di una enciclopedia! Anzi! Una Wikipedia!"
"Ma no! Sono solo un venditore di anime!"
"E un'anima a quanto la vendi?"
"Mai avuto un anima... io al massimo ti posso vendere un
Anime! Li stampano i Carbonari Manga... soprattutto ne ho molti di genere erotico tipo "Bugs Bunny!""
"Ma come fa ad essere erotico un fumetto di nome "Bugs Bunny"?"
"Non ti immagini neanche quanti usi abbiano le carote..."
"Argh... Non hai qualche articolo più pulito come, chessò, un enciclopedia?"
"Perchè no?! Certo! Io mio terzo nome è Treccani! E siccome tutti sanno che ogni cane ha il suo abbaìo caratteristico ti dirò in tutta franchezza: Arf Bau Wof!"
"Terzo Nome? Perchè i primi due nomi quali sono?"
Notai unconsequentially che era alto circa due metri,
nanometro più,
nanometro meno.
"Eh beh! Io mi chiamo Appio Claudio. Mio cugino si chiama Marco Mune ed è alto un metro. Dunque..."
Uscì dalla tasca una lavagna e la mise in piedi sul BancoNote
"insieme siamo Marco Mune, Appio Claudio."
E scrisse "Marco Mune, Applio Claudio"
"Ma siccome io sono alto il doppio di lui..."
e scrisse sotto "Marco Mune, Mezzo Claudio"
Salutai dunque i Appio Claudio e i suoi Treccani
* che ricambiarono dicendo scenograficamente in serie "Arf!", "Bau!" e "Wof!" * dicendogli
"Ciao Doppio!"
"Hey! Ma io non mi chiamo Doppio!"
"Ma tu non ti devi chiamare Doppio! Neanche io mi chiamo! Ma sarò io a chiamarti per te Doppio!"
"Tutto chiaro allora! Hasta La Pasta Ch'è Pronta Siempre!"
"Ma tu non eri un Cinese D'Aroma? Perchè parli Spagnolo?"
"Ma questo è cinese! Credi forse che sia spagnolo quello? Eppoi perchè scrivi le maiuscole alla tedesca?"
"Scrivere? Ma non stavamo parlando?"
"Yargh! Touchè!"
E dunque, visto che IO lo capivo Touché (e lo dimostrai scrivendogli l'accento col verso giusto, IO) lo toccai con un fioretto e me ne andai fischiettando per la mia strada ancora salutandolo, mentre lui in un lago di sangue, per il tocco del fioretto, mi sorrideva nell'agonia di rimando agitando la manina dicendo:
"Lieto d'averla aiutata! Ci rivedremo, come disse il becchino! E ricordati di Applio "Doppio" Claudio Treccani Miles Gloriosus! IVSecoloA.C.(c)Plauto All Rights Reserved!"
"All Right!" risposi, e andai.