Ciao a tutti, o meglio ciao a quelle poche persone che hanno tempo da perdere e decidono di impiegarlo venendo qui a leggere ciò che scrivo (ve ne sono grato). Mi sto rendendo conto solo adesso che è da tantissimo tempo che non aggiungo qualcosa, esattamente da più di due anni; certo che il tempo passa inesorabile e io nemmeno me ne rendo conto…Comunque il motivo del mio ritorno è che stavo rileggendo il mio ultimo intervento e mi è venuta voglia di scrivere, quindi ho ripreso quel flusso di coscienza che avevo gia pubblicato e gli ho dato una nuova forma, qualcosa che si avvicina di più ad una poesia. Inoltre ne ho scritta anche un’altra ispirata come sempre ad un’esperienza personale di cui preferisco non parlare, ma che mi ha lasciato una grande amarezza, più che altro per come la storia era cominciata e poi ha bruscamente cambiato direzione. Non vi sto più ad annoiare con queste storie e aggiungo solo che mentre scrivo sono ancora indeciso se pubblicare questo intervento perché non sono sicuro di voler sponsorizzare troppo questo lato “sentimentale” del mio carattere, ma lo faccio perché Carlo ha letto le poesie e mi ha invitato a metterle sul suo blog ed anche perché gradirei avere da voi che leggete un giudizio (anche negativo, tanto non mi offendo, ma positivo è sempre meglio).
Questa è la mia nuova opera:
"Tradimento inatteso"
Tristezza e delusione

e rabbia e poi rancore,
quand’ è fatto l’errore
fiducioso apri il cuore
a chi pensi capisca
e mai e poi mai tradisca
e se ciò è accaduto
rimani disarmato,
imbrogliato e privato
di qualcosa credevi
fosse li davanti a te,
ma che in realtà non c’è.
Il lume dell’evidenza
t’abbaglia e stai senza
quella gioi’ assaporata,
ma con l’amaro in bocca,
che non vuol andare via.
Son gelide e taglienti
parole che il tuo cuore
sull’ara dell’amore
ledono con dolore.
Ferite che vedere
nessuno può, ma che tu
solo tu puoi sentire.
Questa è il frutto della revisione di un vecchio lavoro:
“Silenzioso, cupo, triste e disperato”
Ascolto la tua voce
sì soave e delicata
e rimango a fissare
quegl’occhi tuoi splendenti
e come ipnotizzato,
chiudo gl’occhi miei, penso,
davanti a me solo tu,
stupenda, magnifica.
Vorrei dirti che ti amo,
baciarti dolcemente…
Mi riaffaccio alla realtà
Speranze dileguate,
illusioni perdute,
sogni per sempre franti.
Io, silenzioso, cupo,
io, triste e disperato.